
In questi giorni ho avuto tremilaquattrocento pensieri che scorrevano nel mio cervello da toporagno...Cercavo di non farmi condizionare e di concentrarmi sull'esame di storia della chiesa: diaconi, vescovi, congregazioni, Jan Hus e la buonanima di Erasmo da Rotterdam (ne fossero nati mille come lui).
Domenica sera a poche ore dall'esame -che poi ho rimandato- ho gettato la spugna, ho acceso la radio sintonizzandola su Rete Toscana Classica (la mia droga dell'ultimo periodo), mi sono buttato sul futon e ho cominciato a leggere -finendolo poche ore dopo- In terra ostile di Philip K. Dick.
Non aveva senso provare l'esame senza essere entrato davvero nelle cose che stavo studiando, in più avevo voglia di rompere, di non ritrovarmi sempre piegato a logiche animali di studio stakanovista.
Ultimamente vedo all'università fiumi di gente stupida, vuota, che porta avanti progetti insignificanti senza nemmeno saperne il motivo: studiano come capre, si laureano e fanno il proprio misero percorso di vita senza chiedersi mai il perchè, senza avere passione per ciò che fanno tutto il giorno, senza svegliarsi insonni per aver letto un libro che li ha toccati nello spirito (che non hanno).
Pensavo, affetto da evidenti luoghi comuni, che le facoltà di lettere e filosofia fossero immuni da certa gente, o meglio, pensavo ce ne fosse poca. Invece anche quì, questi "fighetti nell'animo" sono la maggior parte. Vorrei dirgli tutti i giorni che sono noiosi, che mi fanno letteralmente CACARE (o cagare?) e che la loro vita infame mi spaventa, ma poi sto zitto e mi rinchiudo in una sorta di sorriso ebete che li lascia contenti e inculati.
Sono stanco di parlare con persone che vivono senza libri, senza cinema, senza musica, senza pensare, ma sopratutto senza curiosità: senza quel fremito che ti tiene sveglio anche se sei a terra. La curiosità è per me il motore dell'intelligenza, quello che rende interessanti e interessate anche persone con cui non hai nulla da condividere.
Il libro di Dick mi ha riportato nel naso quell'odore di inadeguatezza nauseabonda (qualcosa di molto simile all' odore una moquette stravecchia) che sento stando in mezzo alle persone. La mancanza di senso che affronto ogni volta che poso gli occhi sulla società contemporanea. Spesso mi sento inadeguato alla maggior parte delle cose che fanno gli stronzi della mia età , ma mi rendo conto -per fortuna- di non essere l'unico.
Scusate i toni alti e i ripetuti francesismi.
A presto
9 commenti:
La foto è dello scrittore messicano Juan Rulfo.
...molti francesismi!
Comunque la tua è una analisi reale...
@Cybermaster
Benvenuto!! =D
Allora...
Tanto per iniziare la foto è stupenda, poi grazie per averci illustrato com'è il tuo nuovo futon =)
...E soprattutto BEN DETTO per tutto il resto!
Un bacione ;D
Tua "inadeguata" per eccellenza.
p.s.poi il libro me lo presti?
Il libro te lo porto a Natale quando scendo!
=D Baci...
passavo di qua cercando strade che mi portino clienti, (perchè il mutuo durerà ancora 11 anni) mi sono fermata perchè mi sei simpatico e perchè ti abbraccierei per quanto sei bello. Siccome tu sei grande come la mia sorellina che ha più di dieci anni meno di me ora pappati questo discorsetto da sorellona saggia a proposito della nausea che ti provoca la gente senza punti interrogativi che satellitano attorno al cranio:
1-non puoi estinguerli perchè l'80% della popolazione mondiale fa parte di quella categoria
2-non snobbarli: non è colpa loro se se non sono come te, se non hanno le capacità o la voglia di complicarsi la vita
3-non usarli come scusa alla tua incapacità di affrontare il mondo...in fondo li invidi un po': loro riescono a scodellarsi la storia della vita della chiesa senza fare una piega - dare l'esame e dimenticarsi per sempre di erasmo da Rotterdam- tu NO
4-Impara una strategia per relazionarti con loro senza arrabbiarti dentro: sono l'80% della popolazione, avrai bisogno di loro appena metterai il naso fuori di casa per cercare la tua strada- fatti furbo non roderti il fegato.
Dopo questa pappardella consiglio al tuo papà di comprare un bel distributore di latte crudo da posizionare previa richiesta al comune al pubblico: nella mia zona tutti i produttori di latte lo stanno facendo e ad 1 euro al litro c'è la SEMPRE la fila, di chi non ne può + di essere schiavo della distribuzione.
Ora potrei scrivere anche AMEN
ma ti scrivo baci ciao conservati così carino dentro che il mondo ha bisogno di te ora torno a lavorare
francesca
Caro Mick,
capisco perfettamente di cosa parli, quando gli interlocutori giusti, quelli che "capiscono", che "sentono" sono distanti e/o scarseggiano ti viene voglia di chiuderti nel tuo mondo pieno di stimoli a pensare, ma la fregatura è che dobbiamo interagire ogni tanto, altrimenti si rischia di "dimenticare" come si fa.
La maggior parte della gente non ha la capacità di "sentire", e molti non cel'hanno per scelta. "Sentire" significa caricarsi di un onere sempre crescente e ignorare quel peso rende la vita più "semplice" e "spensierata", (per questo molti si stordiscono e vivono al dilà dei propri limiti e delle proprie possibilità credo, per "sentire"), ma quell'onere è anche un dono, la conoscenza è un dono, certo devi imparare a conviverci, ma un giorno ne sarai felice =). L'importante è sapere, anche quando non sei in loro compagnia, che ci sono, da qualche parte, persone che "sentono", si, a volte non basterà, ma è un pensiero "confortante", ti dà la "speranza" che qualcosa, prima o poi possa cambiare, e ritengo che credere in questo sia quello che ci spinge a volte ad andare avanti.
Riguardo all'esame, ti consiglio di leggere "I tribunali della coscienza", Chiesa e inquisizione, molto interessante e sarebbe un'integrazione da favola per il tuo esame =)(parlo con una persona che sa cosa voglia dire approfondimento =D).
Un Bacione*°*°*°*
Innanzitutto, leggi (se non lo hai già fatto) Ubik di Dick, che è il capolavoro. Poi passiamo al tuo post. A questo punto vorrei scongiurare il rischio di apparire "L'Italiota Medio™", ovvero quello che per dare valore alle proprie tesi, spende fiumi di parole con le proprie credenziali, e con il "lei non sa chi sono io", giusto perchè è privo di argomentazioni. Però, ti dico che da qualche anno sono dall'altra sponda (hei, hei, all'Università).
L'idea che mi sono fatta, sia vedendo i miei ex-compagni che i miei allievi, è che ormai all'Uni ci si va per status sociale. Per avere il Dott. sul biglietto da visita, l'Ing. sul campanello, l'Avv. sulle pagine gialle. Per farsi portare i mobili prima dal mobiliere, per farsi posteggiare la macchina dal portiere e per farsi trovare un posto (e non farsi fare il culo) in quel bel ristorante dove ci va anche l'assessore sbiriguda.
Sennò non mi spiego gente che non sa nulla, non gliene frega di non imparare e caccia via il proprio tempo. Gente che da ing passa a medicina, da medicina, a lettere, da lettere a biomedica, poi magari ad erospaziale perché corre-voce-si-dice-che, 1 su 1000 va in california alla Nasa dove c'è la pheega.
Non sei l'unico, stai tranquillo.
A presto,
L.
PS: Scusa anche i miei francesismi, ma sono molto di cultura, non posso farci nulla...
@Francesca
Grazie della visita e dei consigli! =P
@MaryA
Avevo già visto quel libro di Prosperi e mi era sembrato interessante! Grazie! Lo metterò nella mia lista delle prossime letture!
Un bacio! =D
@L
Grazie L! La tua chiacchierata mi conforta! Darò un'occhiata al libro di Dick!
A presto =)
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